Il 2012 e i flussi di energia…poi basta.

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Di nuovo il 2012, direte voi…Eppure molte persone arrivano qui ogni giorno proprio cercando elementi inerenti a questo numero, segno che ci si fanno ancora domande in proposito. Ecco perché ho ritenuto giusto integrare con un nuovo post quanto detto in precedenza.

Come già detto in queste pagine dedicate all’esoterismo, la presunta data della fine del mondo (il 21 dicembre 2012) è una fantasia frutto di una sorta di psicosi collettiva. Questo per dire che non sono solo gli scienziati a ritenerla una frottola colossale.

Il punto di vista esoterico che personalmente condivido lo trovate nel post precedente. Ed è un punto di vista che non collide minimamente con quanto detto dall’astrofisico Amedeo Balbi nell’articolo dedicato alle psicosi del 2012. A dimostrazione del fatto che una ricerca esoterica seria non può prescindere dalla scienza. E a dimostrazione del fatto che si può cercare di cogliere la Realtà da punti di vista diversi.

Riassumendo (ma come sempre leggetelo in originale seguendo il link) Balbi fa un’ipotesi sulla genesi della bubbola della Distruzione Totale, peraltro mai sostenuta neppure dagli stessi Maya: qualcuno, decidendo d’arbitrio che la fine del Calendario dei Maya dovesse coincidere necessariamente con la fine del mondo, ha cominciato a far circolare la fandonia, che è cresciuta a dismisura. Visto che Balbi è un astrofisico e un divulgatore, dedica gran parte dell’articolo a sfatare le presunte ragioni astronomiche che starebbero alla base delle profezie di sventura. In sintesi:

Non bisogna temere un eventuale allineamento tra il punto in cui si troverà il Sole al solstizio d’inverno del 2012 e il centro della nostra galassia, la Via Lattea perché non ci sono ragioni scientifiche per cui questo evento debba essere pericoloso.

In ogni caso i Maya difficilmente avrebbero potuto sapere dove fosse il centro della galassia in mancanza di strumentazioni adeguate (non si vede a occhio nudo)

Il centro della galassia non è un punto matematico preciso ma un’approssimazione e comunque il Sole nel 2012 non passerà nei pressi della regione in cui cade il centro galattico.

Non bisogna temere attraversamenti da parte del nostro sistema solare nel “piano” della Via Lattea, intanto perché il concetto di “piano” è analogo a quello di “centro” del punto precedente, quindi un’approssimazione. E poi perché la nostra posizione nella data nefasta non sarà molto diversa ne’ da quella del mese prima o del mese quello dopo.

Assurdo temere anche eventuali “allineamenti planetari”, sia perché sono innocui sia perché il 21 dicembre non ce ne sarà neanche uno.

Se con i Maya è andata buca si può sempre provare con i Sumeri, e le profezie sul pianeta Nibiru, che viaggerebbe a spron battuto verso la Terra. Data presunta dell’impatto, ovviamente: 21/12/2012. Ma si tratta di un pianeta mai osservato dagli astronomi.

L’inversione dei poli magnetici terrestri: è già accaduta in passato e non avrebbe conseguenze. In ogni caso, l’inversione dei poli non è cosa che possa accadere un giorno preciso, dato che trattasi di processi geologici dai tempi lunghi.

Questo per quanto attiene alla scienza. Alcune precisazioni, però: i discorsi sul calendario Maya sono un tantino più articolati di quelli riportati, fermo restando che non sussistono profezie di sventura. C’è uno studioso svedese, Calleman, che ha studiato a lungo questa civiltà, e in particolare il loro Calendario, come ho già detto qualche post fa. Non conoscendolo in maniera approfondita, non esprimo giudizi in proposito.

Mi limito però a dire che i Maya non avevano semplicemente un Calendario con cui si limitavano a misurare i giorni. I Maya dividevano il Cosmo in Nove Sottomondi – cosa che i missionari interpretarono subito, a torto, come nove gironi dell’inferno – cioè Nove grandi cicli temporali riguardanti questo nostro mondo fisico (sottomondo, cioè mondo che insiste al di sotto del firmamento).

Questi differenti livelli coincidono con il numero dei livelli delle tre piramidi sacre più importanti Ogni sottomondo è originato da 13 cieli, cioè una sequenza di periodi temporali con durate diverse. Poi Calleman prende ad esempio il primo sottomondo, il ciclo temporale più remoto che ha avuto la durata più lunga (detto Hablatun): 460 miliardi e 800 milioni di giorni, ovvero 1,26 miliardi di anni. Moltiplicato per i 13 cicli temporali otteniamo 16,4 miliardi di anni, che secondo Calleman mostrano quello che per i Maya era l’inizio dell’Universo dalla luce (che noi chiameremmo Big Bang).

In realtà va detto che le stime attuali sull’età dell’universo collocano questo evento a circa 15 miliardi di anni fa (con un’approssimazione di 120 milioni di anni), se devo credere a Wikipedia. Ma del resto anche Amedeo Balbi su Keplero.org parla di circa 14 miliardi di anni. Se dal Calleman.com si passa al portale del calendario Maya (sempre in inglese) si notano subito ad alcune interessanti precisazioni, tra cui:

  1. I Maya, o meglio i popoli mesoamericani, avevano un doppio calendario. Uno basato sul ciclo solare di 365 giorni e uno “matematico” di 360 giorni che chiamavano TUN (=pietra). Venti tun costituivano un k’atun (20 anni di 360 giorni ciascuno); 20 k’atun facevano un bak’tun (400 tun). Infine, 13 bak,tun costituivano un Grande ciclo: 5,200 tun o 260 k’atun, se preferite.
  2. L’idea della Catastrofe Totale è singolare perché i Maya concepivano le Epoche come di durata molto più lunga del Grande Ciclo. Un p’iktun era fatto da 8000 tun. Un kalabtun addirittura di 160000 tuns (anni di 360 giorni) e un kinchiltun di 3 milioni e duecentomila tun. Un’iscrizione nel tempio di Palenque indica una data per la fine del presente p’iktun, cioè del presente ciclo di 8000 tun a qualche annetto da ora: 13 ottobre 4772. Questo dovrebbe chiudere la questione-Maya.

Ma prima di chiudere il post mi piacerebbe tornare su una cosa riportata nel post precedente, che mi sembra decisamente più interessante delle contorsioni mentali sul calendario Maya: le LINEE SINCRONICHE.

Leggendo su Le Scienze.it questo pezzo, non ho potuto fare a meno di pensare a quelle che da sempre sono chiamate linee sincroniche dalla scuola damanhuriana. Sintetizzando molto, si potrebbe dire che esse in pratica sono un po’ come le sinapsi dell’universo, grandi correnti di energia che percorrono l’universo, che collegano tutto e che nel caso della Terra avvolgono il pianeta stesso.

E’ molto interessante che qualcosa di estremamente sovrapponibile a questo concetto esoterico venga espresso anche dalla scienza, col linguaggio che le è proprio, parlando di materia oscura. Qualcosa che comincia ad essere documentato solo da poco tempo. Giusto per completare il discorso, a cavallo tra esoterismo e scienza, ricordo anche il video di Gregg Braden postato qui, dove si commentavano le immagini raccolte dalla sonda Chandra a suffragio della tesi della Matrix Divina.

Insomma, tutto è collegato. Anche materie apparentemente così diverse come esoterismo e scienza. Tutto sta vedere come confluiranno.

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