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Recensione: Gesù lava più bianco (Ballardini)

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Titolo: GESU’ LAVA PIU’ BIANCO

Autore: Bruno Ballardini

Note sull’autore:

Bruno Ballardini (Venezia, 1954), pubblicitario e teorico della comunicazione insegna a Tecniche della Comunicazione Pubblicitaria all’Università di Salerno. Ha pubblicato per Castelvecchi La morte della Pubblicità (1994) e Manuale di disinformazione (1995).

Edito nel 2000 da: Minimum fax

Prezzo: 10,00

Quarta di copertina:

«La Chiesa ha preso lezioni di marketing?Scherziamo? La Chiesa può solo darne, di lezioni. Le aziende mortificano gli uomini misurandone la produzione, noi invece sappiamo valorizzarli. Il marketing? Ha cominciato Gesù già duemila anni fa» (Monsignor Ernesto Vecchi, 2 ottobre 1997)

Recensione:

Ho letto questo libro diversi anni fa, prima che diventasse un successo tradotto in ben 11 paesi nonché un cult, se mi si passa l’espressione un po’ abusata.

Certo, se avessi letto questa captatio benevolentiæ sulla classica fascetta menzognera che viene applicata a profusione dall’editoria italica, la cosa non sarebbe risultata per me particolarmente impressionante (dando per scontata, appunto, la menzogna o quanto meno l’iperbole implicita nella suddetta captatio) ma il libro è davvero magnetico di per sé, partendo dal formato pratico e maneggevole munito di una copertina ferocemente immediata, per arrivare alla sostanza del testo.

Testo che ho trovato grandioso: pulito e ironico, senza arrivare a graffiare oltre una gustosa irriverenza.

L’autore è riuscito nel compito di non diventare amaro, modulando i toni con una certa sapienza, tanto da veleggiare quasi in allegria (o in serena consapevolezza) attraverso la capillare ricostruzione dell’evoluzione dottrinale, rituale, teologia, icastica e propagandistica della Chiesa Cattolica…pardon, della Chiesa Cattolica ®

Brillante il tema scelto, quindi, e ben argomentati i contenuti conditi di riferimenti bibliografici puntuali e articolati.

Insomma, una vera chicca che non può mancare nella libreria di ogni laico dabbene o di ogni cattolico adulto che non abbia totalmente disinserito l’interruttore dell’autocritica.

Del resto, l’autore di questo mix gradevolissimo è Bruno Ballardini, pubblicitario e teorico della comunicazione e il testo è edito dalla Minimun fax, specializzata in cosucce molto poco banali.

Mentre ci chiediamo perché diamine torneremo tutti a pagare l’ICI tranne la Chiesa, o del perché paghiamo con i soldi pubblici gli insegnanti di religione scelti dalle diocesi, ma anche del perché la Chiesa non dia molto di più dei propri introiti milionari derivati dall’8×1000 in beneficenza (mentre una vocina nella testa ci dice quanto siano retoriche queste domande) possiamo riprendere in mano questo piccolo grande libro e riflettere sui detriti di una storia millenaria.

In fondo, che ci piaccia o no, che siamo cattolici o meno, in quanto italiani il cattolicesimo impregna ogni aspetto del nostro background culturale. Dalla vita pubblica, con i politici costantemente preoccupati di compiacere Oltretevere, a quella privata (con gente che non andrebbe mai a messa ma poi non esita a battezzare i figli o a sposarsi in chiesa perché è tradizione o perché fa più scena), per finire con la doppia morale o l’utilizzo conscio e inconscio del senso di colpa.

Come ci siamo arrivati? Leggete “Gesù lava più bianco” e lo saprete senza annoiarvi.

Sincretismo

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Prima di iniziare con le Intersezioni Parallele, forse è meglio dedicare due righe al concetto di sincretismo, termine dal suono gradevole ma dal significato non proprio lusinghiero. Vediamo:

Sincretismo 1. Fusione di elementi mitologici, culturali, dottrinari di varie religioni, anche in forme incoerenti 2. Conciliazione arbitraria ed acritica di dottrine filosofiche tra loro inconciliabili.

Questo secondo il vocabolario. Da notare come nel sincretismo l’incoerenza e l’arbitrarietà dei concetti siano implicite per definizione. Ciò è da tener presente poiché l’ accusa di sincretismo è spesso stata rivolta dai sostenitori delle scuole di pensiero dominanti ai sostenitori di scuole di pensiero minoritarie, frettolosamente definite “sette”. E pertanto automaticamente “sbagliate” e truffaldine. Questo tripudio di accezioni negative e giudizi impliciti usati spesso con faciloneria, rientra perfettamente nel novero delle reazioni possibili a qualsivoglia visione del mondo diversa da quella che riteniamo essere quella giusta. Sia perché ci crediamo davvero, sia perché così ci hanno insegnato e noi, da bravi soldatini, preferiamo non indagare più di tanto e ci accontentiamo di un giudizio sommario di seconda mano. In particolare, spesso il cosiddetto New Age è oggetto di tali critiche. Preme sottolinearlo perché anche l’etichetta New Age è una delle più gettonate e facili da appiccicare a qualsivoglia nuova forma di pensiero che si discosti dalle idee più tradizionali e consolidate. Intanto vediamo cos’è:

New Age Termine con cui si vorrebbe indicare un vasto movimento di pensiero alternativo comprensivo di numerose e diversissime scuole di pensiero, correnti sociali, psicologiche e spirituali nato a partire dai tardi anni ’60 nel mondo occidentale. Il termine fu coniato negli anni ’80 da media statunitensi. In genere chi rientra in qualche modo in questo orientamento crede che sia imminente per l’Umanità l’avvento di una Nuova Era (da cui il nome) fatta di maggior consapevolezza e sviluppo spirituale. Vi sono anche altri punti in comune, quali credere che l’essere umano abbia grandi potenzialità ancora inesplorate, e altre cose che è troppo lungo analizzare ora ma che trovano rispondenze nella mistica più tradizionale, orientale e non.

Non è facile capire chi debba rientrare nel New Age ma, dopotutto, mi chiedo, è così necessario dover appiccicare per forza un’etichetta? E’ così importante? E, se sì, per chi? Forse perché la ragione umana ha bisogno di incasellare tutto quanto, classificarlo e così decretare il Gusto o lo Sbagliato, il Buono e il Cattivo. Ma è davvero utile? O non è piuttosto meglio pensare che «è vero ciò che funziona» nell’ambito del percorso individuale scelto, che ognuno può osservare uno strato di Realtà e una faccia della Verità? Siamo sempre lì con i ciechi e l’elefante, dopotutto…

Comunque, tra le principali critiche mosse al New Age (o a ciò che “gli esperti” ritengono sia tale) c’è appunto il sincretismo. Questi movimenti vengono inoltre criticati perché non sufficientemente corredati di “prove scientifiche” a sostegno delle proprie affermazioni (tipo l’esistenza di altre dimensioni, extraterrestri e quant’altro appaia troppo razionale per essere solo fideistico ma non abbastanza da essere avvalorato da prove scientifiche). Tradizioni più antiche e consolidate hanno in un certo senso accusato di “furto” di idee questi nuovi movimenti, tacciati di essere la causa dell’eccessiva semplificazione di concetti millenari e profondi. Dagli indiani d’America a varie scuole mistiche orientali, passando (poteva mancare?) per la Chiesa Cattolica, che ha dedicato a questo vasto fenomeno un apposito documento del Pontificio Consiglio della Cultura e del Pontificio consiglio per il Dialogo Interreligioso.

Ora, varrebbe la pena ricordare queste sagge parole:

«E’ straordinario osservare quanto l’umanità riesca a non apprendere nulla dalla storia. Si introducono spesso le stesse situazioni senza che nessuno se ne accorga in tempo utile per evitare le conseguenze. Allo stesso modo, nessuno fa caso alla ripetizione di vecchie concezioni del mondo, di vecchie filosofie, trasformate solo apparentemente da nuove terminologie, da nuove vesti dottrinarie

Sembra che alludano al New Age. E invece no. Bruno Ballardini, brillante autore di “Gesù lava più bianco”, che contiene appunto questo discorso, allude proprio alla Chiesa Cattolica e alla sua indiscussa superiorità millenaria nella gestione del marketing.

Del resto, basterebbe pensare che il 25 dicembre, data convenzionalmente acquisita per celebrare la nascita di Gesù, coincide perfettamente con la nascita di Mitra, antica divinità dell’induismo e della religione persiana ma anche ellenistica e romana (non si sa con quanta reciproca influenza) oggetto di culto tra il I e il V sec. a.C.. Siamo certi che non ci sia stato un po’ di copia/incolla affinché il cristianesimo delle origini potesse attecchire meglio?

Oppure basterebbe pensare che il concetto stesso di reincarnazione, presente anche nell’ebraismo oltreché nelle religioni orientali, era presente anche tra i primi cristiani, ma che per ordine dell’imperatore Giustiniano, col Sinodo di Costantinopol,i fu definitivamente proibita, pena ben nove (9!) anatemi.

E per finire in bellezza ricordiamo con Ballardini che l’Alleluja cantato a Messa è un’imitazione dei melismi classici gregoriani, riarrangiato nel 1969. Praticamente una cover!

Quando si dice predicare bene e razzolare male, a proposito di sincretismo. Riguardo, poi, alla carenza di prove scientifiche, stenderei un pietoso velo, poiché qualunque dogma è per definizione piuttosto lontano dalla Scienza. E dire che cose come la verginità della Madonna non è ad oggi più scientificamente dimostrabile dell’esistenza di esseri superiori sul piano astrale, è decisamente lapalissiano.

Insomma, la prossima volta che verrà usata qualche etichetta tipo “sincretismo” o “New Age” con troppa faciloneria, bisognerà ricordarsi di queste poche informazioni e soprattutto del fatto che una scuola di pensiero non diventa automaticamente l’unica depositaria della Verità perché dominante.